venerdì, 4 Aprile 2025
Scoperte&SitiArcheologici

STRUTTURA MILITARE ELLENISTICA RI-PORTATA ALLA LUCE SULLE COLLINE ANTISTANTI IL MAR MORTO

Per leggere questo articolo occorrono 4 minuti

Circa 2.200 anni fa, in piena epoca ellenistica, una grande struttura di controllo del territorio fu costruita lungo il Nahal Zohar, un rivo nel deserto della Giudea meridionale.

La struttura, portata alla luce per la prima volta negli anni ’50, fu inquadrata come un edificio a base quadrata con una gruppo di blocchi di pietre in cima che lo rendevano vagamente simile a una piramide. All’epoca della sua scoperta, si supponeva, in base alla sua forma, che risalisse all’epoca del Primo Tempio, ovvero a circa 3.000 anni fa.

La struttura, invece, risale al periodo di influenza ellenistica, secondo lo scavo condotto da Amir Ganor, Matan Toledano e Eitan Klein dell’Israel Antiquities Authority: la struttura si configurerebbe come un normale edificio rettangolare di circa 11 metri di lato che è stato conservato fino a un’altezza di 6,5 metri. Il suo scopo non è chiaro, ma la sua costruzione, con blocchi di pietra ognuno del peso di diversi quintali,  suggerisce che fosse una struttura importante, probabilmente con diversi piani.

All’interno, gli archeologi hanno individuato travi di legno che potrebbero aver separato i piani interni e contribuito, secondo Ganor, ad attutire le scosse dei numerosi terremoti che colpiscono e hanno colpito la regione.

Il team ha anche portato alla luce frammenti di mobili in legno, forse tavoli e sedie, sopravvissuti grazie alle stesse condizioni desertiche secche che hanno mantenuto intatti anche gli antichi papiri rinvenuti in questo sito.

Purtroppo, i documenti finora trovati sono troppo frammentati per essere decifrati, sebbene si possano identificare lettere in greco e aramaico. I ricercatori sperano che ulteriori scavi forniranno testi papiracei completi.

Le monete, tuttavia, sono meglio conservate e hanno già contribuito a datare il sito al periodo ellenistico: tra questa, alcune risalenti al dominio dei Tolomei, l’ultima dinastia a governare l’Egitto prima della suo assorbimento nell’Impero romano.

Alcune monete furono coniate sotto Antioco IV Epifane, re seleucide dal 175 al 164 a.C. e flagello degli ebrei. La Giudea aveva goduto di autonomia religiosa sotto i suoi governanti ellenistici ma cambiò sotto Antioco IV che, dopo un presunto affronto alla sua dignità e il rifiuto della sua scelta di essere nominato Sommo Sacerdote per il Tempio, mise al bando i sacri riti ebraici e inviò delle truppe a controllare  e mettere sotto assedio Gerusalemme, come riportato anche da alcuni testi biblici, come 2 Maccabei, in cui 40.000 persone furono uccise e altre 40.000 rese schiave nella conseguente repressione. Questo trattamento innescò la rivolta dei Maccabei nel 167 a.C.

La struttura, dunque, risale più o meno a quel periodo turbolento e secondo Ganor potrebbe aver avuto una funzione militare, sulla base di oggetti identificati, come armi e rinvenuti nel sito.

A circa 50 metri dalla struttura, gli archeologi hanno identificato un caravanserraglio, una stazione di sosta per viaggiatori lungo l’antica rotta commerciale che andava dal Mar Morto ad Arad, Gerusalemme o Gaza. I mercanti che trasportavano sale e bitume dal Mar Morto sarebbero passati anche da questa struttura costituita da un recinto quadrato di circa 30 x 30 metri, con ambienti costruiti attorno a un cortile centrale.

Klein e il team ipotizzano che la struttura potesse ospitare soldati a guardia preposti alla protezione della rotta commerciale. Tra gli altri reperti rinvenuti nel sito, c’erano vasi di bronzo e uno strumento di bronzo simile a un piccone con un manico di legno.

Oltre a tutto questo, gli archeologi hanno trovato una tomba in cima alla  struttura piramidale , tomba con una vista mozzafiato sul Mar Morto e sulla Giordania. Era stata già depredata in antichità e non è chiaro chi vi è stato sepolto o quando, ma Ganor ritiene che la sepoltura avvenne molto tempo dopo la costruzione dell’edificio originale, una sorta di uso secondario della struttura. Potrebbe anche essere stato in quel periodo che la struttura assunse la sua forma piramidale, creata non con una progettazione specifica ma semplicemente accatastando pietre.

Lo scavo fa parte di un progetto su larga scala che l’Israel Antiquities Authority ha lanciato otto anni fa per esaminare in modo completo il deserto della Giudea e individuare grotte e siti sfuggiti ai predatori di tesori e che in tutti questi anni potrebbero nascondere ancora un cospicuo patrimonio culturale.

Nel corso del progetto, il team ha identificato circa 900 grotte, alcune accessibili solo con attrezzatura da discesa in corda doppia. Tra le scoperte, nel deserto della Giudea anche  nuovi frammenti dei Rotoli del Mar Morto, un cesto intrecciato con coperchio di 10.000 anni fa, sandali intrecciati, spade romane in condizioni quasi perfette che si ritiene siano state nascoste da ribelli ebrei e il corpo di un bambino di 6.000 anni fa.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: IAA

Ciao! Lascia un commento o una tua considerazione. Grazie

error: Il contenuto è protetto!!