STRUTTURA MILITARE ELLENISTICA RI-PORTATA ALLA LUCE SULLE COLLINE ANTISTANTI IL MAR MORTO
Circa 2.200 anni fa, in piena epoca ellenistica, una grande struttura di controllo del territorio fu costruita lungo il Nahal Zohar, un rivo nel deserto della Giudea meridionale.
La struttura, portata alla luce per la prima volta negli anni ’50, fu inquadrata come un edificio a base quadrata con una gruppo di blocchi di pietre in cima che lo rendevano vagamente simile a una piramide. All’epoca della sua scoperta, si supponeva, in base alla sua forma, che risalisse all’epoca del Primo Tempio, ovvero a circa 3.000 anni fa.
All’interno, gli archeologi hanno individuato travi di legno che potrebbero aver separato i piani interni e contribuito, secondo Ganor, ad attutire le scosse dei numerosi terremoti che colpiscono e hanno colpito la regione.
Purtroppo, i documenti finora trovati sono troppo frammentati per essere decifrati, sebbene si possano identificare lettere in greco e aramaico. I ricercatori sperano che ulteriori scavi forniranno testi papiracei completi.
Le monete, tuttavia, sono meglio conservate e hanno già contribuito a datare il sito al periodo ellenistico: tra questa, alcune risalenti al dominio dei Tolomei, l’ultima dinastia a governare l’Egitto prima della suo assorbimento nell’Impero romano.
La struttura, dunque, risale più o meno a quel periodo turbolento e secondo Ganor potrebbe aver avuto una funzione militare, sulla base di oggetti identificati, come armi e rinvenuti nel sito.
A circa 50 metri dalla struttura, gli archeologi hanno identificato un caravanserraglio, una stazione di sosta per viaggiatori lungo l’antica rotta commerciale che andava dal Mar Morto ad Arad, Gerusalemme o Gaza. I mercanti che trasportavano sale e bitume dal Mar Morto sarebbero passati anche da questa struttura costituita da un recinto quadrato di circa 30 x 30 metri, con ambienti costruiti attorno a un cortile centrale.
Klein e il team ipotizzano che la struttura potesse ospitare soldati a guardia preposti alla protezione della rotta commerciale. Tra gli altri reperti rinvenuti nel sito, c’erano vasi di bronzo e uno strumento di bronzo simile a un piccone con un manico di legno.
Oltre a tutto questo, gli archeologi hanno trovato una tomba in cima alla struttura piramidale , tomba con una vista mozzafiato sul Mar Morto e sulla Giordania. Era stata già depredata in antichità e non è chiaro chi vi è stato sepolto o quando, ma Ganor ritiene che la sepoltura avvenne molto tempo dopo la costruzione dell’edificio originale, una sorta di uso secondario della struttura. Potrebbe anche essere stato in quel periodo che la struttura assunse la sua forma piramidale, creata non con una progettazione specifica ma semplicemente accatastando pietre.
Lo scavo fa parte di un progetto su larga scala che l’Israel Antiquities Authority ha lanciato otto anni fa per esaminare in modo completo il deserto della Giudea e individuare grotte e siti sfuggiti ai predatori di tesori e che in tutti questi anni potrebbero nascondere ancora un cospicuo patrimonio culturale.
Nel corso del progetto, il team ha identificato circa 900 grotte, alcune accessibili solo con attrezzatura da discesa in corda doppia. Tra le scoperte, nel deserto della Giudea anche nuovi frammenti dei Rotoli del Mar Morto, un cesto intrecciato con coperchio di 10.000 anni fa, sandali intrecciati, spade romane in condizioni quasi perfette che si ritiene siano state nascoste da ribelli ebrei e il corpo di un bambino di 6.000 anni fa.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: IAA